domenica 15 settembre 2019

K'un Ch'ien cambia sede

Nuova stagione e nuova sede per la nostra associazione. Da settembre ci trovare infatti presso il centro sportivo Cik, in Strada Gragnana 9, a Piacenza.
Strada Gragnana è una parallela della tangenziale Sud: siamo a poche centinaia di metri dalla concessionaria Ponginibbi e nello stesso stabile del ristorante giapponese Hanami.
I corsi si svolgono dalle 19 in poi, al martedì e al venerdì.
Nuova sede e nuovi orari, ma stessa voglia di fare Kung fu tradizionale, per cui... Venite a trovarci!

lunedì 27 febbraio 2017

K'un Chien all'opera






Una mini-raccolta di immagini sulla nostra attività. Se vi incuriosisce, passate a trovarci: naturalmente tutti possono vedere, chiedere, provare

martedì 21 febbraio 2017

Aggiornamento sui corsi


Riprendiamo ad aggiornare questo blog dopo oltre un anno di silenzio, dovuto non al fatto che l'attività della nostra associazione si sia interrotta, ma ai tanti impegni, lavorativi, familiari e associativi, che ci hanno impedito di essere presenti in questo spazio, pur continuando a fornire informazioni sulla nostra attività attraverso la pagina Facebook.
Prendendoci l'impegno di mantenere comunque vivo anche questo blog, dove peraltro abbiamo raccolto diversi scritti sul kung fu, la cultura cinese e la nostra attività di palestra, ricordiamo a chiunque passasse da queste parti che la Asd K'un Ch'ien è un'associazione sportiva dilettantistica nata per rendere possibile ai soci la pratica del kung fu tradizionale cinese, attualmente svolta nei due stili Meihuaquan e Taijiquan.

I nostri corsi si tengono presso la palestra dell'ostello Papa Giovanni XXIII, in Cantone San Nazzaro 2A a Piacenza. Di seguito l'orario di massima degli allenamenti

Meihuaquan bambini
Lunedì e mercoledì dalle 19 alle 20.10

Meihuaquan adulti
Lunedì e mercoledì dalle 19.15 alle 21.30

Taijiquan adulti
Mercoledì dalle 19.15 alle 21

Per informazioni sul Meihuaquan: 338.3633793
Per informazioni sul Taijiquan: 333.6540917

Assemblea ordinaria 2017

Lunedì 20 febbraio si è svolta l'assemblea ordinaria dell'associazione.
Dopo un tentativo di prima convocazione presso la sede degli allenamenti alle ore 19, la seduta è stata rinviata in seconda convocazione presso il locale Nessie Pub di Piacenza, per le ore 21. Trattandosi di seconda convocazione, l'assemblea è stata ritenuta valida sebbene non fosse presente la maggioranza assoluta dei soci.

Bilancio 2016
Il presidente, dato mandato al consigliere Ottavio Repetti di verbalizzare la seduta, ha dato la parola al medesimo per l'illustrazione del bilancio 2016, in cui si evidenzia un attivo di 300 euro al 31 gennaio u.s, una volta pagate tutte le pendenze dell'anno, salvo il rimborso di 50 euro a beneficio dello stesso consigliere Repetti per l'anticipo di pagamento dei manifesti pubblicitari affissi nel settembre 2016. Rimborso che il beneficiario è stato autorizzato a prelevare dalla cassa comune.
Il bilancio è stato quindi messo ai voti e approvato all'unanimità.


Rinnovo cariche
L'assemblea ha poi provveduto a rinnovare le cariche sociali, riconfermando Simone Losi alla presidenza ed eleggendo il nuovo consiglio direttivo, di cui si riporta la composizione.

- Patrizia de Zordo - con la qualifica di consigliere
- Filippo Ricci - con la qualifica di segretario
- Ottavio Repetti - con la qualifica di consigliere
- Giacomo Pasini - con la qualifica di consigliere
- Andrea Ricci - con la qualifica di consigliere

Non essendovi altri punti all'ordine del giorno e non essendone stati esposti da parte dei soci alla voce Varie ed eventuali, l'assemblea è stata dichiarata conclusa alle ore 22.00

Il direttivo K'un Chien

martedì 8 settembre 2015

Nuova stagione

Settembre, è tempo di ricominciare!
Come se ci fossimo mai fermati... per tutta estate, agosto compreso, ci siamo allenati nel nostro elemento più congegnale: la natura. Con l'abbreviarsi delle giornate, però, è tempo di rientrare in palestra, se non altro per non trovarci al buio già a inizio lezione...
E dunque siamo ripartiti: anche quest'anno in Cantone S. Nazzaro 2/A, a Piacenza. Una traversa di via Taverna, sede dell'ex collegio Morigi e dell'attuale Ostello Papa Giovanni XXIII.

Noi siamo, per l'appunto, nella palestra dell'ex collegio. Ci trovate al lunedì e mercoledì, dalle 19,30 alle 21 circa.

Questo, per il Meihuaquan. Le lezioni di Taijiquan si tengono invece, come lo scorso anno, alla palestra Lomazzo di via Giordani, sempre a Piacenza. Siamo ospiti del centro di arti marziali Sakura, negli stessi orari e stessi giorni già scritti sopra.

Passate a trovarci, anche soltanto per provare!

Il team Asd K'un Ch'ien

martedì 16 dicembre 2014

Il kung fu mantiene giovani

E se non ci credete, guardate qui.

Lo stile è Gong Li Quan (Kung Li Ch'uan), di cui anche la scuola Chang possiede una forma, usata più che altro a scopo energetico. Letteralmente, gong li vuol dire "lavoro sulla forza".

Ps: ora voglio vedere chi, a lezione, dirà che è troppo vecchio per imparare a fare le cadute.

L'istruttore

mercoledì 12 novembre 2014

Nota sul simbolo


Ogni tanto fa bene tornare alle origini. Così, anche se ne abbiamo già parlato, riproponiamo due parole di spiegazione sul logo della nostra scuola, che male non fanno.
Quello nella foto qui a fianco è il simbolo ufficiale della nostra associazione, disegnato qualche anno fa da Ilaria Goggi, una dei fondatori della Kun Chien nonché grafico di professione.

lunedì 20 ottobre 2014

Boxe cinese, A.D. 1890

Come combattevano i cinesi alla fine dell'Ottocento? Non è facile trovare documenti chiari e attendibili, dal momento che le cronache locali dell'epoca erano sempre a metà tra la narrazione e la leggenda. Per questo diventa interessante vedere come un osservatore occidentale potesse interpretare e giudicare la boxe cinese, in un contesto prettamente sportivo come un incontro di pugilato.
A questo link trovate una cronaca, appunto, del 1890 in cui si descrive, ovviamente con tutti i luoghi comuni e i pregiudizi dell'epoca, un match di kung fu inserito in un contesto pugilistico occidentale, avvenuto la sera del 23 febbraio di quell'anno a Brooklyn. Il testo è in inglese, buona lettura.

domenica 21 settembre 2014

Un fiore in un pugno (parte 3)

Completiamo la nostra introduzione al Meihuaquan spiegando brevemente quel che facciamo nei nostri corsi. Che, lo ricordiamo, sono ricominciati con settembre e si tengono il mercoledì e venerdì dalle 19,30 in poi.  


Il Meihuaquan della nostra scuola
Il maestro Chang Dsu Yao con la doppia sciabola
La nostra associazione, K'un Ch'ien, ha le sue radici nella scuola di Meihuaquan del maestro Chang, da noi praticata fino al 2007 circa. La base didattica, in questo ambito, è pertanto il Meihua di Baijindou, così come era stato riformato dal maestro Chang Dsu Yao durante la sua esperienza taiwanese.
Dal 2008 in poi, tuttavia, è iniziato un percorso di ricerca che ci ha portati dapprima a rivedere profondamente gli insegnamenti e i principi della scuola Chang così come è stata tramandata in Italia e successivamente ad affiancarle un secondo ramo di studio.

giovedì 11 settembre 2014

Un fiore in un pugno (parte 2)

Dopo aver riassunto la storia del Meihuaquan, occupiamoci delle sue basi teoriche. Che, come per ogni stile tradizionale, sono strettamente connesse alla filosofia e alla medicina dell'antica Cina. In particolare, nel Meihuaquan ritroviamo la teoria delle due forze opposte (Yin e Yang) e quella dei cinque elementi.

I fondamenti teorici
Dashi, una delle figure di base del meihuazhuang
Nello spiegare perché il pugilato del fior di prugno non può essere considerato uno stile esterno, al pari di uno interno, abbiamo anche elencato alcuni degli elementi che lo contraddistinguono.
Tra essi spicca, senza dubbio, la teoria delle Wu Shi, o cinque figure. Sono, per farla breve, cinque posture che costituiscono la base filosofica ed energetica del Meihua: perché una sequenza possa appartenere al Meihuaquan deve avere – canoniche o modificate, più o meno rimaneggiate a seconda della scuola o quel che si vuole – le cinque figure fondamentali o per lo meno quattro di esse.

sabato 30 agosto 2014

Un fiore in un pugno


Allenamento di gruppo in un villaggio cinese (nello specifico, posizione Bai Shi)

Meihuaquan. Ovvero, scomposto, mei hua quan (梅花拳): il pugno del fior di prugno. È il nome di uno degli stili tradizionali del kung fu cinese: uno dei più popolari e, assieme, tra i meno noti in Occidente. Lo si pratica con certezza in Canada, Stati Uniti, qua e là in America Latina e, parlando di Europa, Francia, Belgio, Russia. Oltre, naturalmente, all'Italia.

mercoledì 13 agosto 2014

Drago contro tigre


Esplorate le attitudini del drago, pare un'ovvia conseguenza trattare quelle della tigre (hu), anch'essa tenuta in grande considerazione e spesso accostata al drago, nei modi di dire così come nelle immagini simboliche, in senso complementare oppure antagonista.
Si usa ad esempio la formula long hu dou o long zheng hu dou, ovvero “drago contro tigre”, per indicare aspri scontri fra rivali equamente valorosi. La stampa che compare sulle magliette della nostra associazione, per esempio, raffigura questa lotta (vedi foto a fianco).

domenica 3 agosto 2014

Nella tana del drago


Realizzazione di Marzio M.
Secondo lo zodiaco cinese, il drago (long) è appassionato, coraggioso e sicuro di sé. Uno spirito avanguardistico, in genere fortunato, ma un po' misterioso e sfuggente. Di polarità yang, quinto dei 12 animali, è l'unico essere immaginario, descritto come combinazione di più animali, talvolta anche di tutti gli altri undici. Mostruoso, vero?

venerdì 13 giugno 2014

Un colpo di grazia: la dama di giada (parte 2)

Yang Cheng Fu esegue Yu nu
Iconografia della giada
Da migliaia di anni, specialmente nei popoli asiatici e americani delle coste pacifiche, la giada ha impreziosito gli accessori di persone importanti e facoltose, costituendo un elemento rappresentativo o comunque propiziatorio di protezione, prosperità e nobiltà d'animo. Tuttavia, anche le persone più umili ne hanno da sempre ammirato i poteri, accontentandosi anche semplicemente di scrivere il suo nome su materiali poveri. Possiamo affermarlo grazie ai ritrovamenti avvenuti nelle antiche sepolture, dove la giada era presente inizialmente in forge molto rudimentali e prive di decorazioni, quindi via via più sofisticate con l'evolversi delle tecniche di lavorazione nei tempi successivi, fino ad arrivare alle mini-sculture di animali simbolici, usate come amuleti in vita e nei corredi funerari.

venerdì 23 maggio 2014

Un colpo di grazia: la dama di giada (parte 1)


Martin pescatore in azione nei nostri ambienti. Foto Luigi Ziotti.
 Una tecnica ricorrente in diverse sequenze del taijiquan, con qualche piccola differenza tra i diversi stili e scuole, è yu nu, la dama di giada. Nelle molteplici varianti si trova citata come “dama/donna/signora di giada lavora al telaio/lancia la spola/tesse la tela”, con eventuali specificazioni di direzione (destra, sinistra, 8 direzioni, ecc.). Nella “forma 108 yang” della scuola Chang Dsu Yao si utilizza yu nu chuan suo ( 玉女穿梭 ).

Arriveremo a parlare anche dell'aspetto marziale di questa tecnica, che tuttavia sfrutteremo essenzialmente da viatico per un breve viaggio nelle terre d'oriente.

giovedì 1 maggio 2014

Yi quan, il grande pugilato (parte 4)


Una postura Shaolin
Dopo aver analizzato le famose interviste pechinesi di Wang Xiang Zhai, nelle quali il maestro contesta gli stili contemporanei e traccia le linee guida dell'Yi quan, cosa possiamo dire del metodo di Wang e del suo “grande pugilato”?
In primo luogo, che Wang fu, per l'epoca, davvero rivoluzionario. In una Cina ancora legata agli schemi classici, introdusse il concetto di scienza applicata al combattimento ed ebbe il coraggio di tagliare i legami con il passato, liberandosi dall'ingombrante mole di forme e tecniche prestabilite che aveva finito con il soffocare la vera natura dell'arte marziale cinese.

Yi quan, il grande pugilato (parte 3)


Il M° Wang in zhan zhuang
Wang Xiang Zhai, maestro di Xing yi quan, poi fondatore di un metodo basato sia sul suo stile di provenienza sia sull'esperienza marziale accumulata vagando per la Cina del primo Novecento, spiega il suo metodo a due giornali di Pechino. Dapprima analizza gli stili tradizionali, giudicati ormai inefficaci e privi di sostanza. Sfida i maestri dell'epoca a misurarsi con le sue teorie e sostiene di essere impegnato per il ritorno del wushu all'antica purezza: “Sono ormai vecchio e non mi interessa la ricerca della fama o del guadagno personale. Quello che veramente mi interessa è cercare con i miei compatrioti di ritrovare la moralità e la naturalezza istintuale delle arti marziali prima di diventare troppo vecchio, in modo da contrastare coloro che fanno del male agli altri e a se stessi con i cattivi insegnamenti”, è la premessa alle interviste di cui, ora, proponiamo gli ultimi estratti.

domenica 20 aprile 2014

Yi quan, il grande pugilato (parte 2)


Wang Xiang Zhai
Nella scorsa puntata abbiamo riassunto, in sintesi, la vita di Wang Xiang Zhai, il fondatore dell'Yi quan. Diversamente dagli stili più antichi, che si perdono tra leggenda e biografie tramandate oralmente, per il Dachengquan (l'altro nome con cui è conosciuto questo metodo), abbiamo la fortuna di avere una notevole quantità di informazioni dirette, essendo il suo fondatore vissuto fino al 1963. Molte le interviste e i libri dati alle stampe sotto la sua supervisione, nei quali si spiega come e perché sia arrivato a sintetizzare un nuovo sistema di combattimento, per molti aspetti in contrasto con quelli tradizionali. 

sabato 12 aprile 2014

Yi quan, il grande pugilato (parte 1)

Wang Xiang Zhai

C'è uno stile – uno degli ultimi nati – che i maestri più tradizionali vedono come fumo negli occhi. Tuttavia, siccome è comprovato che l'Yi quan qualche risultato l'ha ottenuto – e non nel campo teorico, ma in quello molto più concreto del combattimento libero – val la pena capirne un po' di più, a costo di sbattere contro un metodo che considera tutti gli altri, su per giù, come vecchiume incartapecorito. Un Bruce Lee d'antan, insomma: come il celebre attore, ma con una ventina d'anni di anticipo, anche il caposcuola dell'Y quan, infatti, sfidò il sistema formalizzato degli stili tradizionali.

venerdì 4 aprile 2014

Shoutao, l'arte del ceffone

Il titolo è ovviamente provocatorio, sebbene lo schiaffo - o ceffone o pizza, che dir si voglia - è assai presente in questo gruppo di esercizi, caratteristico del Meihuazhuang. Shoutao, letteralmente la via delle mani, raggruppa una serie di esercizi in coppia, di complessità crescente, utili per iniziare a comprendere il contatto fisico con il compagno/avversario, sviluppare alcuni automatismi di spostamento dei pesi e schivata, condizionare braccia, piedi e gambe. E' importante eseguire le tecniche in modo "pieno", ovvero con intenzione di colpire, essendo però in grado di fermarsi all'ultimo momento nel caso il compagno non fosse pronto a rispondere al nostro gesto.