lunedì 20 ottobre 2014

Boxe cinese, A.D. 1890

Come combattevano i cinesi alla fine dell'Ottocento? Non è facile trovare documenti chiari e attendibili, dal momento che le cronache locali dell'epoca erano sempre a metà tra la narrazione e la leggenda. Per questo diventa interessante vedere come un osservatore occidentale potesse interpretare e giudicare la boxe cinese, in un contesto prettamente sportivo come un incontro di pugilato.
A questo link trovate una cronaca, appunto, del 1890 in cui si descrive, ovviamente con tutti i luoghi comuni e i pregiudizi dell'epoca, un match di kung fu inserito in un contesto pugilistico occidentale, avvenuto la sera del 23 febbraio di quell'anno a Brooklyn. Il testo è in inglese, buona lettura.

domenica 21 settembre 2014

Un fiore in un pugno (parte 3)

Completiamo la nostra introduzione al Meihuaquan spiegando brevemente quel che facciamo nei nostri corsi. Che, lo ricordiamo, sono ricominciati con settembre e si tengono il mercoledì e venerdì dalle 19,30 in poi.  


Il Meihuaquan della nostra scuola
Il maestro Chang Dsu Yao con la doppia sciabola
La nostra associazione, K'un Ch'ien, ha le sue radici nella scuola di Meihuaquan del maestro Chang, da noi praticata fino al 2007 circa. La base didattica, in questo ambito, è pertanto il Meihua di Baijindou, così come era stato riformato dal maestro Chang Dsu Yao durante la sua esperienza taiwanese.
Dal 2008 in poi, tuttavia, è iniziato un percorso di ricerca che ci ha portati dapprima a rivedere profondamente gli insegnamenti e i principi della scuola Chang così come è stata tramandata in Italia e successivamente ad affiancarle un secondo ramo di studio.

giovedì 11 settembre 2014

Un fiore in un pugno (parte 2)

Dopo aver riassunto la storia del Meihuaquan, occupiamoci delle sue basi teoriche. Che, come per ogni stile tradizionale, sono strettamente connesse alla filosofia e alla medicina dell'antica Cina. In particolare, nel Meihuaquan ritroviamo la teoria delle due forze opposte (Yin e Yang) e quella dei cinque elementi.

I fondamenti teorici
Dashi, una delle figure di base del meihuazhuang
Nello spiegare perché il pugilato del fior di prugno non può essere considerato uno stile esterno, al pari di uno interno, abbiamo anche elencato alcuni degli elementi che lo contraddistinguono.
Tra essi spicca, senza dubbio, la teoria delle Wu Shi, o cinque figure. Sono, per farla breve, cinque posture che costituiscono la base filosofica ed energetica del Meihua: perché una sequenza possa appartenere al Meihuaquan deve avere – canoniche o modificate, più o meno rimaneggiate a seconda della scuola o quel che si vuole – le cinque figure fondamentali o per lo meno quattro di esse.

sabato 30 agosto 2014

Un fiore in un pugno


Allenamento di gruppo in un villaggio cinese (nello specifico, posizione Bai Shi)

Meihuaquan. Ovvero, scomposto, mei hua quan (梅花拳): il pugno del fior di prugno. È il nome di uno degli stili tradizionali del kung fu cinese: uno dei più popolari e, assieme, tra i meno noti in Occidente. Lo si pratica con certezza in Canada, Stati Uniti, qua e là in America Latina e, parlando di Europa, Francia, Belgio, Russia. Oltre, naturalmente, all'Italia.

mercoledì 13 agosto 2014

Drago contro tigre


Esplorate le attitudini del drago, pare un'ovvia conseguenza trattare quelle della tigre (hu), anch'essa tenuta in grande considerazione e spesso accostata al drago, nei modi di dire così come nelle immagini simboliche, in senso complementare oppure antagonista.
Si usa ad esempio la formula long hu dou o long zheng hu dou, ovvero “drago contro tigre”, per indicare aspri scontri fra rivali equamente valorosi. La stampa che compare sulle magliette della nostra associazione, per esempio, raffigura questa lotta (vedi foto a fianco).

domenica 3 agosto 2014

Nella tana del drago


Realizzazione di Marzio M.
Secondo lo zodiaco cinese, il drago (long) è appassionato, coraggioso e sicuro di sé. Uno spirito avanguardistico, in genere fortunato, ma un po' misterioso e sfuggente. Di polarità yang, quinto dei 12 animali, è l'unico essere immaginario, descritto come combinazione di più animali, talvolta anche di tutti gli altri undici. Mostruoso, vero?

venerdì 13 giugno 2014

Un colpo di grazia: la dama di giada (parte 2)

Yang Cheng Fu esegue Yu nu
Iconografia della giada
Da migliaia di anni, specialmente nei popoli asiatici e americani delle coste pacifiche, la giada ha impreziosito gli accessori di persone importanti e facoltose, costituendo un elemento rappresentativo o comunque propiziatorio di protezione, prosperità e nobiltà d'animo. Tuttavia, anche le persone più umili ne hanno da sempre ammirato i poteri, accontentandosi anche semplicemente di scrivere il suo nome su materiali poveri. Possiamo affermarlo grazie ai ritrovamenti avvenuti nelle antiche sepolture, dove la giada era presente inizialmente in forge molto rudimentali e prive di decorazioni, quindi via via più sofisticate con l'evolversi delle tecniche di lavorazione nei tempi successivi, fino ad arrivare alle mini-sculture di animali simbolici, usate come amuleti in vita e nei corredi funerari.